Game of Thrones, negli Usa è ossessione anche all’anagrafe

di | 17 Maggio 2019


Game of Thrones, negli Usa è ossessione anche all'anagrafe

Il Trono di Spade è stato di grande ispirazione per le mamme americane: “Arya” e “Khaleesi”, nomi di fantasia di due protagoniste della serie tv, sono diventati fra i più popolari in assoluto per i nuovi nati nel 2018, trovandosi rispettivamente nella top-100 e nella top-500. A dirlo sono gli ultimi dati pubblicati dalla della Social Security Administration, l’ufficio di anagrafe e previdenza sociale degli Stati Uniti.

Sembra che la moda riguardi principalmente il sesso femminile, probabilmente a causa del carattere forte e carismatico delle eroine della serie tv. Ad esempio il nome “Arya” ha avuto un’impennata di preferenze a partire dal 2011, anno in cui fu lanciata la serie, ed è arrivato nel 2018 a conquistare la top-100 dei nomi femminili dati ai neonati. Si riferisce ad Arya Stark, la ragazzina audace e impulsiva che, dopo aver perso il padre, decide di diventare un killer spietato intenzionato a vendicarsi delle ingiustizie subite. 

Molti nomi non sono solo frutto di lunghe “maratone notturne” su Netflix, ma nascono anche grazie a storie d’amore nate attorno al fenomeno creato da George R.R. Martin. “Ho conosciuto mio marito quando ho cominciato a seguire la serie – racconta una donna al New York Times – al primo appuntamento abbiamo visto una puntata assieme e, dopo il matrimonio, siamo partiti in luna di miele in Islanda per fare un tour dei luoghi in cui era stato girato il Trono di Spade. Nostra figlia non poteva non chiamarsi Winter!”. Il nome è un riferimento a “Winter is coming” (l’inverno sta per arrivare), il nome del primo episodio della serie tv.

Il “caso Khaleesi” è interessante: è nella top-500 dei nomi dei neonati nel 2018, nel linguaggio del mondo di Game of Thrones significa “regina” ed è uno dei tanti appellativi della protagonista Daenerys. Nome che, sorprendentemente, non appare nemmeno nella top-1000 dei nuovi nati, ma conta comunque 137 bambini con il suo nome.
La carismatica principessa esiliata, interpretata da Emilia Clarke, ha conquistato milioni di fan nella sua lotta per riconquistare il trono condita da tante azioni eroiche: libera prigionieri, si vendica contro i nemici e domina i draghi. Un personaggio esaltato da molti critici come “idolo femminista”.
Eppure, nella penultima puntata della stagione finale, l’eroina si trasforma in un supercattivo, dando fuoco immotivatamente ad una intera città durante uno scatto d’ira. Un fatto tanto grave che ben “3500 famiglie si sono pentite di aver dato alle proprie figlie il suo nome“, riporta il Washington Post.

Anche in passato i film hanno influenzato le scelte dei nuovi genitori americani. Nel 2000, ad esempio, fece capolino il nome “Trinity” nella top-1000 dell’anagrafe americana, come diretta influenza del film “Matrix” che all’epoca sbancò tutti i box office. Qualche anno dopo è toccato a “Bella”, la protagonista della saga di Twilight, che ha conquistato la top-100 dei nomi a partire dall’uscita del primo film della saga dei vampiri. E oggi si trova al 47° posto fra i nomi preferiti.  
Numeri comunque bassi in confronto all’influenza del Trono di Spade sulla cultura pop degli ultimi 10 anni: oltre ai nomi “top”, la saga fantasy ha regalato all’anagrafe americana anche Yara, Tyrion, Jorah, Sansa e Theon. Tutti nomi di altri personaggi della serie che, partiti dalla fiction televisiva, presto finiranno nei registri delle scuole dell’infanzia.




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