Elezioni europee, i candidati alla presidenza della Commissione Ue a confronto

di | 16 Maggio 2019



Il dibattito, trasmesso in diretta streaming sul sito Tgcom24, si è tenuto a Bruxelles

Al dibattito non hanno preso parte invece i rappresentanti dei due gruppi a cui appartengono le due forze di governo in Italia, la Lega (che sta nel gruppo di estrema destra Enf) e il M5s (che siede nel gruppo euroscettico Efdd).

I temi del dibattito – Il confronto è stato diviso in tre parti: nella prima si è discusso di disoccupazione giovanile e immigrazione, nella seconda di cambiamento climatico, ambiente, concorrenza e tassazione e nella terza parte sono stati affrontati i temi del commercio internazionale, del ruolo dell’Ue nel mondo, del populismo, del deficit democratico e dell’importanza delle istituzioni europee.

Il futuro della Ue vista dagli “spitzenkandidat” – Il candidato di punta del Ppe, Manfred Weber, ha spiegato di volere “una commissione vicina alla gente, che si occupi di questioni concrete. Juncker ha fatto un buon lavoro, ma la prossima commissione sarà di una nuova era, di apertura e ottimismo”. Frans Timmermans (S&D) ha proposto di “rafforzare l’Europa e riformarla”, con le “grandi aziende che paghino le tasse”, proponendo poi un “salario minimo, applicare lo stato di diritto, la sostenibilità”, e mettendo la crisi climatica nell’agenda della commissione.

Lo spagnolo Nico Cué per la sinistra Gue ha chiesto una Europa “solidale”, mentre il ceco Jan Zahradil (Ecr) ha proposto una Europa “più ridotta, flessibile, decentralizzata che rispetti tutti i membri” con una Commissione che “rispetti le nazioni e cooperi con loro rispettandoli senza paternalismi”.

La verde Ska Keller ha parlato di elezioni europee “importanti” e mira ad una Europa “diversa sottolineando il fatto che “abbiamo un solo pianeta” e che le “grandi multinazionali paghino le tasse” ed i “diritti umani rispettati”.

La liberale Margrethe Vestager ha invece ricordato che nel suo lavoro da commissario ha fatto in modo che le aziende “rispettino le regole” e la “cosa più importante è che gli europei possano vivere la vita che vogliono e che si sentano parte di questa comunità”.

Nazionalismi e populismi, la sfida della Ue – Affrontando il tema del crescente populismo, Cué ha spiegato che “l’unità europea esisteva” e le forze nazionaliste “la stanno smantellando”, questo progetto rischia di essere “smantellato perché si sono fatte politiche di austerità e di violenza contro i Paesi del sud e non è sorprendente che vi siano dei voti radicali”.

“Certo – ha quindi aggiunto – che non sono d’accordo con quello che stanno facendo le forze fasciste in Italia ed in Ungheria o altri posti, ma ad un certo punto si deve fare una scelta: o si scelgono i mercati oppure si fanno le scelte per le persone europee, per loro dobbiamo intervenire dobbiamo cercare di curare la loro situazione, invece sono state diminuite le pensioni ed il malessere e’ diventato tale che la gente pensa che rifugiandosi nelle nazioni possano essere protette meglio”.

Secondo Weber il Ppe è “tra coloro che hanno fondato l’Ue, vediamo il nazionalismo e l’egoismo che prende piede ma noi dobbiamo lottare contro chi vuole distruggere l’Europa, renderla democratica”. Weber ha poi proposto “un meccanismo per difendere i nostri valori un meccanismo di legalità vincolante indipendente” con l’uso dei fondi per sanzionare coloro che non sono pronti a rispettare i diritti fondamentali”.

Il conservatore Zahradil vorrebbe un’Europa che “faccia di meno e meglio”. Il problema principale è “dato dal fatto che i cittadini comuni che non seguono la politica sono stanchi di questa integrazione europea incessante che minaccia il loro modo di vita tradizionale”.

La Ue e la sfida Usa-Cina – Quanto a una politica estera europea e alle possibili strategie commerciali per Timmermans, l’atteggiamento da adottare nei confronti di Cina e Stati Uniti è l’unità. “Se siamo uniti siamo più forti, c’è in Europa chi va a braccetto con Putin e gli chiede dei soldi o va dietro a Trump che vuole indebolire l’Ue, dobbiamo essere uniti altrimenti saremo deboli”, ha spiegato.

Secondo Weber “gli americani sono dei nostri amici, abbiamo tante cose in comune e non lotto contro il popolo americano, ma a Trump direi di fare accordi sui beni industriali e commercio ma solo in un ambiente di partenariato”. Weber ha poi proposto di “cambiare l’unanimità” nelle decisioni prese al Consiglio arrivando ad un “meccanismo a maggioranza”.




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