La madre di Assange: “Julian rinchiuso nella Guantanamo britannica”

di | 15 Aprile 2019



Julian Assange, arrestato la scorsa settimana nell’ambasciata ecuadoregna di Londra dopo che il Paese sudamericano gli aveva tolto l’asilo, è stato “rinchiuso nella Guantanamo britannica”. A denunciarlo è la madre del fondatore di Wikileaks, Christine, che su Twitter spiega come il figlio, “un giornalista che ha vinto tanti premi”, è stato rinchiuso nella Belmarsh Prison “insieme con noti criminali, serial killer, trafficanti di droga e terroristi”.

A parlare invece del lunghissimo e forzato soggiorno presso l’ambasciata dell’Ecuador a Londra è stato il presidente del paese Lenin Moreno affermando che Julian Assange utilizzava la sede diplomatica come “centro di spionaggio”. Ha poi assicurato che nessun’altra nazione ha influenzato la decisione di revocare l’asilo al fondatore di WikiLeaks, che a suo giudizio è scaturita dopo le ripetute violazioni di Assange.

Parlando al Guardian, il presidente Moreno ha sostenuto che il precedente governo dell’Ecuador ha fornito strutture all’interno dell’ambasciata per “interferire” con altri stati. I legali di Assange avevano in precedenza accusato l’Ecuador di “accuse oltraggiose”.

Il presidente Moreno – salito al potere nel 2017 – ha spiegato a proposito della decisione di mettere fine alla permanenza di Assange in ambasciata, che andava avanti da sette anni: “Ogni tentativo di destabilizzare è un atto riprovevole per l’Ecuador, perché siamo una nazione sovrana e rispettosa della politica di ciascuna nazione”. Poi ha aggiunto: “Non possiamo permettere che la nostra casa, la casa che ha aperto le sue porte, diventi un centro di spionaggio”.




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