Nuova Zelanda, il killer spedì il suo manifesto alla premier | E in aula in tribunale fa il gesto dei suprematisti

di | 16 Marzo 2019


Nuova Zelanda, il killer spedì il suo manifesto alla premier | E in aula in tribunale fa il gesto dei suprematisti

Poco prima di agire, il killer dei due attacchi alle moschee in Nuova Zelanda a Christchurch, aveva inviato alla premier Jacinda Ardern il suo delirante “manifesto”. In tribunale Brenton Harrison Tarrant, l’australiano 28enne autore dell’attentato, in abiti bianchi da detenuto, ammanettato e a piedi nudi, ha sogghignato quando i reporter lo hanno fotografato in aula, affiancato da due agenti di polizia, e ha fatto con la mano il gesto dei suprematisti.

A rivelare la notizia della mail inviata alla premier è stato il Cnn, a cui lo ha detto l’ufficio stampa Andrew Campbell, precisando che l’indirizzo di posta a cui il documento, di oltre 70 pagine, è stato inviato, è “generico” e gestito dallo staff della Ardern, che non aveva visto quella mail.

La polizia: “Tarrant ha fatto tutto da solo” – Il commissario della polizia Mike Bush, illustrando i risultati preliminari delle indagini, ha detto che nell’attentato è stato coinvolto un solo uomo, Brenton Tarrant appunto, che ha agito da solo. In aula Tarrant è stato rinviato in custodia cautelare, senza ricorrere all’Alta Corte di Christchurch, al 5 aprile.

Intanto il premier neozelandese, Jacinda Ardern, ha garantito in conferenza stampa che le leggi sulle armi nel Paese “cambieranno”. La Ardern ha aggiunto che il livello di allerta rimane alto e, di conseguenza, verranno potenziate le misure di sicurezza relative al traffico aereo e alla frontiera.

La premier: “Il killer voleva andare avanti a uccidere” – La premier ha detto che, se non fosse stato fermato dalla polizia Tarrant, arrestato 36 minuti dopo la prima chiamata d’emergenza, avrebbe continuato il suo attacco sanguinario. “C’erano altre due armi da fuoco nell’auto in cui si trovava – ha spiegato – e la sua intenzione era senza dubbio di uccidere ancora”.




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