Premio Placido Vidale 2019 a Liberi di Scegliere

di | 28 Gennaio 2019


Premio Placido Vidale 2019 a Liberi di Scegliere. Nelle parole dell’arcivescovo e nelle testimonianze la vita di un santo quotidiano.

Premio Placido Vidale 2019 a Liberi di Scegliere

L’edizione 2019 del Premio Placido Vidale, sabato 26 gennaio 2019 alla chiesa di Billiemme per la messa delle 16,30, ha messo in evidenza una di quelle coincidenze che forse coincidenze non sono…

La presenza di Alex Vivian, un pronipote di Placido che cercando sul web si è informato sulla vita vercellese di Placido, ha contattato don Alberto Colombo e l’Avgia ed è così venuto alla cerimonia. E’ nato nel 1991, anno in cui Placido è mancato, anche lui, seppure in modo diverso si dedica ai disabili, opera a Rieti nell’ambito dell’aiuto ai ragazzi autistici.

Chi era Placido?

A rispondere è stato prima di tutto l’arcivescovo Mons. Marco Arnolfo che, non avendolo conosciuto, lo ha però ben descritto. «Siamo qui per fare la memoria di un santo» ha detto, «La domanda è perché lui? Quale il segreto della sua santità?».

Tre regole per la santità

L’arcivescovo ha sottolineato tre modi di cercare la santità, senza essere “speciali”, ma solo vivendo da cristiani.
La prima caratteristica è mettersi in ascolto «Come l’evangelista Luca che ha intervistato gli apostoli per scrivere il suo Vangelo, parlando di fatti concreti». Mettersi in ascolto del Vangelo per innamorarsi di Dio e commuoversi. Placido si è sempre lasciato commuovere da Gesù e Maria. La seconda modalità è essere uniti, tante membra in un corpo solo (la Chiesa), questo come educazione a vivere come comunità e valorizzare coloro che la società scarta. Terzo aspetto essere «Guardati da Dio negli occhi, essere mandati da Gesù a coloro che hanno bisogno di noi in terra e in mare». Placido questo “mandato” l’ha avvertito profondamente. Ma per riuscirci, ha ricordato Arnolfo, bisogna fare come Madre Teresa, non solo darsi agli altri ma pregare molto, perché la preghiera dà la forza. Mi vengono in mente le “levatacce” mattutine di Placido il quale, prima di dedicarsi alla tipografia e poi a preparare il pranzo per la sua gente, dedicava ore a parlare con Gesù.

Anche Paola Banfo, che ha condiviso una parte di cammino, sin dalle micro-residenze in piazza D’Angennes e ha testimoniato come «Placido ci ha insegnato ad amare veramente».

Nel suo breve intervento il confratello di Placido don Alberto Colombo ha ricordato i tempi «Del 1969… quando molte cose cambiavano ma poi è rimasto in piedi solo chi seguiva Dio… molti altri, già nel 1975, si erano già dati alla politica…».

L’accoglienza come stile di vita

Il dottor Giorgio Tibaldeschi, come da tradizione, ha poi letto la motivazione del Premio conferito a «Liberi di Scegliere» per la decennale attività a favore dei disabili e delle loro famiglie.
«Da sempre l’accoglienza a persone in situazione di disagio – ha detto . è stata una delle caratteristiche di fratel Placido, che si è accostato a persone disabili (fisici, psichici, provenienti dal carcere, dalla strada), per accompagnarle al recupero della dignità. L’assegnazione di questo Premio, in sua memoria, vuole oggi spingere ciascuno di noi al servizio di chi ci è accanto con lo stesso spirito di Cristo, per essere una cosa sola e costruire così un mondo più umano».

Il “grazie” di Liberi di Scegliere

Adriano Greppi, presidente di “Liberi di Scegliere, che ha ricevuto il premio insieme al segretario Pino Ferraris, nel suo intervento ha detto che si è ritrovato nel modo in cui Placido ha servito gli ultimi, nelle modalità concrete e nello spirito.
Nella lunga lista di premiati dal 1991, persone e organizzazioni, c’è l’eredità viva di Vidale, in una Vercelli solidale che non fa spesso notizia, ma che per fortuna esiste e lavora con concretezza e amore come faceva Placido.

Le foto


https://notiziaoggivercelli.it/

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