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Lunedì
22 ottobre 2007
Teatro Civico - ore 21 - ingresso
libero
ANN RABSON TRIO
Ann RABSON, pianoforte, chitarra
e voce; Andy SEAL, contrabbasso; Steve MITCHELL,
batteria
Sessantenne creatura del Nord-Est, Ann Rabson mantiene
vivi sulla scena contemporanea, come interprete
e come scholar, i valori e gli umori più
autentici e profondi del blues classico, difendendoli
e diffondendoli con passione.
Cantante capace di alternare con eloquenza registri
comici e drammatici e di indossare una maschera
ora arguta e ghignante ora pensosa e malinconica,
pianista blues e boogie-woogie dal sound rotondo
e dal piglio percussivo, occasionalmente chitarrista
dai gustosi echi tradizionali, Ann ha fondato sul
declinare degli anni Ottanta il trio acustico, tutto
femminile, noto come “Saffire – The Uppity Blues
Women”, assieme alla chitarrista Gaye Adegbalola
e alla contrabbassista Earlene Lewis: a più
voci, in album Alligator e in festival internazionali,
Saffire hanno spiritosamente rivitalizzato gli atteggiamenti
più sassy, più sfrontati e grintosi,
delle maestre del blues prebellico.
Nel 1997 Ann ha dato il via a una parallela carriera
di solista con Music Makin’ Mama, realizzato per
la Alligator in solitudine (con bozzetti originali
ma dal sapore antico, come “Blue Boogie”, e remakes
di temi come “Skin and Bones” di Roosevelt Sykes)
o in compagnia di strumentisti eccellenti quali
Greg Piccolo e Bob Margolin. Il CD è stato
seguito da altre prove discografiche significative
per la M.C. e la Emit Doog Music, nelle quali il
contralto scuro e velloso della Rabson, dalla grana
spessa e dalla calda e ironica colloquialità,
sa dare piena credibilità alle rauche storie
alcooliche e erotiche di classici come “Let Me Go
Home, Whiskey” di Amos Milburn o “Struttin’ My Stuff”
di Lucille Bogan.
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Lunedì
5 novembre 2007
Teatro Civico - ore 21 - ingresso
libero
ELNORA & SUMPTHIN' COOKIN'
QUINTET
Elnora BECK, voce; Chris O’CONNELL,
chitarra; Mike BREITENSTEIN, tastiere e armonica;
Bob “Hatch” HATCHER, basso; Mike GREEN, batteria
Nel corso degli anni Quaranta i club
e le sale da ballo della Los Angeles nera furono
testimoni dell’evoluzione di una musica dinamica
e contagiosa che sintetizzava e stilizzava elementi
del blues, dello swing, del pop e del gospel, e
a cui fu presto dato il nome di Rhythm & Blues.
Nello scenario variegato di questa musica popolarissima,
che giganti come T-Bone Walker e Charles Brown avevano
fecondato, s’imposero voci femminili formidabili,
quali Esther Phillips, Nellie Lutcher, Big Mama
Thornton, Marie Adams, che all’energia ritmica e
all’inventiva melodica aggiungevano un senso profondo
del racconto.
Formato nel 2002 da musicisti provenienti da svariate
esperienze, il gruppo di Elnora & Sumpthin’
Cookin’ aggiorna la tradizione R&B di Los Angeles
per il terzo millennio, tenendo deste le radici
blues e jazz della musica. Sui palcoscenici di club
e festival californiani e nel recente album Servin’
Up the Blues and Other Delicacies, la vocalità
solida quanto cangiante di Elnora, ora soffice e
rilassata ora ombreggiata e minacciosa, si combina
con le invenzioni e la dialettica strumentale dei
suoi partner. Calato nello humor e nel pathos della
tradizione, il disco spazia dall’eccitante gioco
percussivo di “Bounty Hunter” alla pura eloquenza
da juke joint del lento e lacerante “Death Bed Blues”,
con le sue vigorose, immagini di morte modulate
da Elnora con crudele schiettezza.
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Lunedì
26 novembre 2007
Teatro Civico - ore 21 - ingresso
libero
PAT "LADY GUITAR"
WILDER QUINTET
Patricia WILDER aka Chocolata Blonda,
chitarra e voce; Bernard ANDERSO; sax; Billy DUNN,
tastiere; Tom BOWERS, basso; Michael SKINNER, batteria
Culla di un Rhythm & Blues insieme
lirico e ruspante, l’Area della Baia di San Francisco
ha ospitato importanti personalità femminili:
maestre del blues e del soul come Etta James e Sugar
Pie De Santo, stiliste jazz come Mary Stallings,
Denise Perrier e Patti Cathcart, eclettiche miscelatrici
di colori bluesy come Linda Tillery e Lady Bianca.
Cinquantenne nativa di San Francisco, Pat “Lady
Guitar” Wilder si affianca a queste signore rivelando
un’accattivante versatilità vocale-strumentale
che affonda le radici nell’irrequietezza e nei contrasti
degli idiomi afroamericani degli anni Settanta,
quelli della sua formazione, e che trova solidità
e coerenza blues grazie all’insegnamento di chitarristi
come Luther Tucker e al modello canoro di bluesmen
come Jimmy McCracklin. Il recente album Sweet Love
rivela una musica capace di miscelare blues, soul,
rock e hip hop in una chiave eclettica e tutta californiana,
moderna ma anche tradizionale: una musica dalla
vitalità contagiosa e dalla peculiare qualità
asprigna che riflette la sonorità della sua
chitarra, echeggiante maestri dell’Ovest come Johnny
“Guitar” Watson. Intrigante è la voce ferrigna
e funky di Pat Wilder, che sa penetrare e muovere
la frase con un bel controllo blasé, in temi
di sua composizione come “Eugene” o “Give Me Some
Good Reason”, ora suggerendo la incantatoria coolness
di Curtis Mayfield ora evocando la grazia e i chiaroscuri
della texana Barbara Lynn.
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Lunedì
3 dicembre 2007
Teatro Civico - ore 21 - ingresso
libero
JEWELL & CONVERTED GOSPEL
SINGERS
Jewell CHESSER, leader e voce; Sandra
THOMAS, voce; Ni’Asia HATCH, voce; Bablen WHITE,
voce e tastiere; Marshall Martez MOORE, basso; Kenny
LAWRENCE, batteria.

Emerge dal fertile scenario di St.Louis
il gruppo di Jewell & Converted, nella cui vibrante
immagine sonora e scenica si coglie quella dialettica
e urgenza emotiva che ha caratterizzato la grande
sintesi gospel-soul della stagione del Reverendo
Martin Luther King e delle lotte per i diritti civili.
Jewell & Converted, hanno diviso il palcoscenico
con gli esponenti più prestigiosi dell’odierno
circuito gospel cantando le lodi del Signore con
quel pugnace abbandono sanctified e quella travolgente
tensione ritmica evidenti nel Cd Live In Saint Louis.
Tra temi originali dal groove moderno e ben personalizzati
aggiornamenti del repertorio tradizionale, la imponente
leader Jewell Chesser esibisce un contralto maturo
e soulful, uno strumento insieme carnoso e bronzeo
che cresce irresistibilmente in uno shout scuro
e graffiante: un grido granuloso e febbrile capace
di giocare creativamente con le ripetizioni, i richiami,
gli slogan religiosi, creando un formidabile impatto
ipnotico in combinazione con le più chiare,
taglienti risposte delle altre soliste e con la
coreografia del gruppo, dalla grazia muscolare e
imperiosa. In concerto, le appassionate riletture
dei classici, rappresentano il sincero omaggio a
maestre della Gospel Highway come Rosetta Tharpe
o Mahalia Jackson, nel segno di una testimonianza
evangelica insieme toccante e lacerante, solenne
e magnetica.
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Il Teatro Civico è
in via Monte di Pietà.
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