C.so Libertà, 300

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Lunedì 30 ottobre 2006

Teatro Civico - ore 21 - ingresso libero

 

Betty JOPLIN, voce Terry LOWER, pianoforte Rick HICKS, chitarra Ron BROOKS, contrabbasso Larry OCHILTREE, batteria


A metà degli anni Ottanta il crooner afroamericano, Arthur Prysock scelse una giovane vocalista di Lansing, Michigan, come partner canora: Betty Joplin, interprete agrodolce e penetrante nel cui articolato e mobilissimo fraseggio si coglieva nitida l’eco della grande Dinah Washington. Diversi incontri discografici tra il baritono profondo di Arthur e lo schietto ma elegante strumento di Betty avvennero proprio sul terreno di classici di Dinah, come “Teach Me Tonight”, che permetteva alla Joplin di esibire una naturale e inquieta alternanza di melodismo e piglio colloquiale, e i pulsanti “A Rockin’ Good Way” e “Baby You’ve Got What It Takes”. Attrazione di importanti festival americani, da Detroit a New Orleans, partner di soul-jazzmen come Fathead Newman e Jack McDuff e vedette dell’orchestra di Mercer Ellington, figlio di Duke, Betty Joplin ha ulteriormente personalizzato uno stile forgiato su una bella miscela di richiami a Dinah e ad altre eccellenti stiliste jazz-blues come Esther Phillips o Etta Jones. Nel suo eclettico repertorio matrice gospel e carnalità del blues si combinano creativamente in grandi standard neri. Il suo recente, splendido Cd dal vivido colore jazzistico: Visions Of The Moment, comprende mature, dinamiche interpretazioni di sempreverdi antichi e moderni, da “A Cottage for Sale” a “But Beautiful”.


 

 

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Martedì 28 novembre 2006

Teatro Civico - ore 21 - ingresso libero

 

Linda Sullivan Rodney aka Chocolate Thunder, voce Gary Erwin, tastiere Silent Eddie Phillips, chitarra Lamont Garner, batteria

 

Il tuono fracassante che era nelle voci imperiose di Big Maybelle o Big Mama Thornton, grandi maestre del R&B degli anni Cinquanta, riecheggia nel canto verace e veemente di Linda Sullivan Rodney, moderna blues lady di Greenville, South Carolina, nota con il gustoso e orgoglioso sobriquet di Chocolate Thunder. Cresciuta nel segno del gospel e del blues in una famiglia di eccellenti voci femminili e maschili, nelle quali coglieva il riflesso di Bessie Smith e Mahalia Jackson, Shirley Caesar e Muddy Waters, Linda ha coltivato la fiera eloquenza del suo muscolare strumento bruno, il suo senso spiccato dello storytelling, prima nel coro della chiesa quindi in una serie di musical rappresentati nella sua città. La scelta di una carriera blues l’ha portata a dividere la scena con veterani quali Sonny Rhodes e Eddie Kirkland e a definire il suo poderoso talento di interprete e songwriter nel recente CD Barking Up the Wrong Tree, articolata raccolta di shuffles (“When a Man Says I Do”) e ballate ( “Carolina Blue”), hard blues elettrici (“Hey You There”) e blues pianistici after hours (“Blues, Don’t Come Knockin’”), blues in minore (il chiaroscurale “Twice Happy”) e l’occasionale standard (“Summertime”), sui quali il contralto ora solenne e ora ruggente, dalle ombre profonde, dagli accenti agri e dai margini taglienti, lascia un’impronta di rabbia o humor, dolore o giocosità, trovando un prezioso rapporto con l’armonicista Max Highwater.

 
 

 

Lunedì 11 dicembre 2006

Teatro Civico - ore 21 - ingresso libero

 

Cassandra BERRY-JONES, voce Chenitta Berry-Thomas, voce Tonya Berry-Rucker, voce Ressa Berry-Wilson, voce Jamal Daway Crockett, tastiere Johnathan Powell, batteria

 

Attraverso il suo singolare “melting pot” etnoculturale, l’Oklahoma ha regalato alla musica americana un numero straordinario di grandi personalità, spesso caratterizzate da un vibrante eclettismo, tra jazz, blues, country. Il maestro degli shouters, Jimmy Rushing, veniva da Oklahoma City oltre a jazzmen di primissimo piano come Barney Kessel e Chet Baker, artisti country e Western Swing, cantanti soul, e numerosi solisti e gruppi di musica gospel, tra cui spiccano, nel panorama odierno, le Holy Ghost Fire Gospel Sisters. Educate e guidate musicalmente dalla madre Retta, le quattro sorelle Berry esprimono i valori più schietti e profondi del grande gospel sud-occidentale e sanno proporli con autorevolezza, fierezza ritmica e puro slancio evangelico dialogando dinamicamente con le loro congregazioni e conquistando anche il pubblico di popolarissimi spettacoli televisivi come il Bobby Jones Show. Con Cassandra come fervida e irrequieta solista, le Holy Ghost Fire Gospel Sisters ripropongono grandi classici della musica religiosa afroamericana come il travolgente e bizzosamente immaginifico “Dry Bones” (che fu un grande successo per il Golden Gate Quartet e i Delta Rhythm Boys), e affrontano temi originali che conservano comunque il sapore e la disinibita emozionalità della grande tradizione.

 

 

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